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Bateaux-mouches
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Written by Cono Giardullo
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Sunday, 06 June 2010 14:10 |
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Ore 14.50: Siamo nella piazza antistante l’Hotel de Ville, il Comune di Parigi. Centinaia di italiani e australiani si trovano oggi qui riuniti, qualcosa ci accomuna: un tifo, seppur avverso, per la tennista che ci rappresenterà in finale al Roland Garros, la partita andrà sarà trasmessa sul maxi schermo. 
Il tennis italiano esiste da 100 anni, ma non abbiamo avuto una grande tradizione, almeno a livello di tifo. Quest’anno è però successo l’incredibile, Francesca Schiavone, la più coriacea delle giocatrici italiane, partendo da un lontano 17° posto del ranking è arrivata in finale contro Samantha Stosur, australiana numero 7 e ben più blasonata. La storia è da favola; una giocatrice che si credeva non potesse dare più nulla o quasi (30 anni il mese prossimo), ecco che ti arrivano 6 vittorie di fila nel torneo in terra battuta più celebre al mondo. E’ tempo di concentrarsi su questa finale, giornali e siti internet italiani, seppur celebrando le meraviglie di Francesca, sono scettici sulla vittoria, la Stosur sembra imbattibile (i precedenti sono 4-1 proprio per l'australiana). Ci sediamo sul tappeto rosso, allestito per l’occasione, ragazze dipinte con i colori australiani e sulle spalle la bandiera nazionale, il nostro tifo è più sobrio e sembriamo in minoranza. Ci sono quasi 30 gradi, i francesi, si sa, non amano tifare Italia. Inizia la partita, la Stosur sfrutta subito un servizio potentissimo, e via con le urla dei fans “Go Samantha!” e gli indigeni, che non riescono ad avere una vincitrice dagli anni Novanta qui a Parigi, se la ridono, pregustando una sconfitta della Schiavone. Ma presto il vento cambia, grazie a colpi come questo…
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Bateaux-mouches
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Written by Cono Giardullo
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Monday, 19 April 2010 23:00 |
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Bateaux-mouches
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Written by Juliette Schwak
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Wednesday, 07 April 2010 09:55 |
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Des groupes de lycéens attendent devant la Comédie Française, la pièce commence dans une dizaine de minutes. L’illusion comique. Corneille a la réputation d’être obscur, on s’attend à un récital d’alexandrins un peu scolaires face auxquels on risque de rester de marbre.  Gruppi di liceali aspettano davanti la Comédie Française, lo spettacolo comincia fra dieci minuti. L’illusion comique. Corneille ha la reputazione di esser oscuro, e chiaramente ci si aspetta una recitazione un po’ scolastica, rispetto alla quale potremmo restare di marmo. Pourtant, quand le silence se fait et que les acteurs s’animent sur scène, les visages se dérident peu à peu. Le décor, minimaliste et anachronique, ne nous plonge pas dans le siècle du théâtre classique. L’écran de télévision en dernier plan, la succession de murs et de vitres ont beau ne pas être fastueux, ils sont contemporains et nous intègrent facilement à l’intrigue, créant une multiplicité de dimensions bienvenue. On regrette l’immobilisme du cadre, qui reste identique pendant les deux heures que dure le spectacle. Et puis des souvenirs de cours de français lointains resurgissent et avec eux, les règles du théâtre classique : unicité de temps, de lieu, d’intrigue. On ravale les critiques.
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Bateaux-mouches
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Written by Cono Giardullo
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Wednesday, 24 March 2010 23:53 |
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E' una sala Richelieu piena in ogni ordine di posto, quella che accoglie lo spettacolo più famoso del premio Nobel italiano Dario Fo. E' un successo la versione tradotta del Mistero Buffo, in questi giorni in scena qui alla Comedie Française di Parigi (la celebre istituzione teatrale creata proprio dal cardinale Richelieu). 20.30 puntuali: si comincia! con la prima dei 5 figuranti, ognuno racconterà una storia diversa, che ci spiega come nasce il Mistero Buffo. E' il popolo stesso a crearlo, quando resosi conto della propria situazione, ha bisogno di svagarsi e ha bisogno di prendere in giro i potenti. Mistero buffo vuol dire spettacolo grottesco, fatto di giullari, maiali con le ali, un Gesù Cristo vessato su una croce che traballa e che le stesse guardie di Erode non riescono a fissare stabilmente al suolo. 5 storie differenti, che nascono da leggende popolari. Come ci ricorda Fo nell'opera originale, spesso non riscontrate su testi letterari, ma basta l'oralità a tramandarle: e giù risate a crepapelle del pubblico francese, dinanzi alla storia della nascita di Gesù. I tre re magi, di cui uno, purtroppo, è nero "per rappresentare tutta l'umanità", che canta e danza lungo tutto il cammino per non fare addormentare il suo destriero.
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