I Racconti di Edoardo
|
il Racconto di Edo
|
|
Written by Luca Pianese
|
|
Sunday, 30 May 2010 11:30 |
|
Quella mattina il Professore era piuttosto irrequieto. Misurava a grandi passi l’aula d’esame guardando l’orologio con impazienza: “Sono già le nove! E ancora Pigatini non si vede!”. L’impazienza del Professore non era tanto dovuta all’esame dello studente, che si ripromise di bocciare, quanto al fatto che, da poco trasferitosi a Ferrara, doveva recarsi in tribunale per il suo primo grave processo in città: un omicidio volontario della coniuge. Un brutto processo, per il quale era già in ritardo: imputato confesso e con precedenti, circostanze chiare; la vittima nota a tutti, in primis al marito, per essere incapricciata per gli uomini. Si rivide in Borgo dei Leoni, difronte la panetteria dove aveva incontrato il suo cliente e, come allora, se lo vide appoggiato al muro, tranquillo, con le braccia conserte: un omaccio dalla barba incolta, di professione “castrino”, per il quale affondare il coltellaccio nel ventre della moglie infedele era stato facile come ficcarlo nel basso ventre di un maialino da latte. Quell’ubriacone del giudice me lo condannerà all’ergastolo, si disse, pensando alla ben nota passione del giudice per il vino.
|
|
|
il Racconto di Edo
|
|
Written by Edoardo Rosso
|
|
Sunday, 16 May 2010 07:50 |
|
In quei due mesi di semi reclusione in camera hai cercato di rispettare il rigido programma quotidiano che la parte autoritaria di te aveva dato a quell’altra parte di te. Sveglia presto, colazione abbondante, tre ore di studio, pranzo, Griffin, Simpson, caffè, altre ore di studio fino a sera (salvo un paio di “pause facebook”), cena, talkshow e chiacchiere con i coinquilini, poi a nanna. Così per circa due mesi. Circa. Ed ora il giorno è arrivato. L’appello d’esame dista solo un paio d’ore.
|
|
il Racconto di Edo
|
|
Written by Edoardo Rosso
|
|
Tuesday, 02 February 2010 11:38 |
|
Se ne stanno impettiti, schierati come soldati in rivista. Non temono il mezzo agricolo. Aspettano immobili che il trattore sfili come un generale davanti a loro. L’aratro rivolta la terra. Emerge quella più scura e umida. Si frantuma quella di superficie, più secca. L’airone attende nella sua muta nobiltà il passaggio del mezzo. Poi distende le ali, si sporge in avanti, decolla ma si tiene basso. Con un colpo preciso del becco afferra una rana e la inghiotte. Poi, atterrato poco più in là, attende in mezzo ai compagni il secondo passaggio del trattore.
|
|
il Racconto di Edo
|
|
Written by Edoardo Rosso
|
|
Friday, 04 December 2009 14:18 |
|
“Sì sì, ha detto che il preappelo lo fa!”
“Dai? Allora con i due parziali e il preappello a maggio me lo levo... ma alla fine, te, su cosa lo prepari?” “Non so... il Martinetti è più schematico, mentre il Trikter è discorsivo, dipende un po’ da come ti trovi meglio… comunque lui è tranquillissimo e gli assistenti sono strabuoni...” “Sì me l’ha detto anche la Bea che con gli assistenti vai stratranquillo... Ma se lo faccio, tipo, subito, quando me lo registra?” Ecco il grande difetto dei corridoi delle università: i discorsi degli studenti. C’è solo una cosa peggiore dei discorsi degli studenti: i discorsi delle studentesse. Ma questa è un’altra storia. Ecco, ti pareva. Oggi ci sono pure le lauree. Sono come le effusioni degli innamorati su Facebook. Nessuno partecipa alla gioia dei diretti interessati. Anzi, spesso gli altri provano fastidio. Sono così le lauree. Tu arrivi in facoltà un pomeriggio di ottobre per fare due fotocopie e lo capisci già da lontano. Folla di parenti, cartelloni con caricature e filastrocche appesi ai muri e qualche disgraziato neo dottore in mutande costretto dagli amici a bere vino sottomarca…
|
|
il Racconto di Edo
|
|
Written by Edoardo Rosso
|
|
Sunday, 14 June 2009 14:18 |
|
“Gli esperti la chiamano bolla africana, è l’ondata di caldo anomalo che investirà la penisola nei prossimi giorni”. “E’ già record. Temperature oltre la media registrate in tutta Italia”. Leggo solo i titoli. Leggo i titoli e guardo le foto. Dopo cinque pagine consultate a quel modo poso il giornale sul tavolino al mio fianco. Il mestiere di bagnino, in certe piccole piscine di provincia, in quel periodo di agosto in cui le città si svuotano e la gente migra verso le coste, permette di leggere molto sul luogo di lavoro. Basta farlo con discrezione. Non dare a vedere ai clienti che sei troppo rilassato. Alcuni non gradiscono. Non sopportano l’idea che tu sia pagato per stare seduto.
|
|
|
|
|
<< Start < Prev 1 2 Next > End >>
|
|
Page 1 of 2 |
|
|